14 luglio 2008

SPORT DA SPIAGGIA: LEZIONE N°1.


Finalmente l'estate!
Per essere precisi, considerando che questo post viene pubblicato in un blog didattico, l'estate, a seconda dell'anno, inizia il 20 o 21 giugno (solstizio d'estate).
La mia esclamazione è dettata dal fatto che, finiti gli esami (mi spiace per chi ancora non li avesse conclusi), dopo mesi e mesi passati in aule troppo fredde o troppo calde, FINALMENTE ho rivisto il mare. E si sà, per la maggior parte di noi, la parola mare è sinonimo di estate!
Così mi sono chiesta: come insegnare qualcosa a dei cervelli ormai stanchi di nozioni da banco? Semplice! Si insegna qualcosa di attinente al periodo dell'anno in cui ci troviamo! Fortunatamente il lavoro è semplificato dal fatto che il tema principale di questo blog è lo sport...e in vacanza si pratica!
Sport estivo per eccellenza è il nuoto: si pratica in qualsiasi località di villeggiatura (mare, lago, fiumi o piscine). Il nuoto consente a chi lo pratica di sostenersi e spostarsi nell'acqua o sopra la sua superficie usando le braccia e le gambe. Il nuoto comprende numerose specialità:
- lo stile crawl o stile libero;
- il dorso;
- la rana;
- il delfino.
LO STILE LIBERO: La testa è parzialmente immersa in acqua; la battuta di gambe è morbida, con movimenti che partono dall'anca e si trasmettono al ginocchio ed alla caviglia; la bracciata è ampia, il movimento deve "prendere l'acqua con la mano, farla passare sotto la pancia e spingerla forte verso i piedi".
IL DORSO: è lo stile più semplice da imparare, per l'evidente facilità di nuotare con il viso fuori dall'acqua, il che rende la respirazione più facile e naturale. Richiede, per la sua esecuzione corretta, buone capacità articolari (in particolare l'articolazione scapolo-omerale). Il corpo, le gambe e i piedi devono essere distesi, con il capo poggiato in acqua e le orecchie immerse completamente.
Il movimento degli arti inferiori è alternato, le gambe si flettono e si estendono con movimento che parte dall'anca. Il piede è sempre in massima estenzione e il ginocchio non deve mai fuoriuscire dall'acqua.
La bracciata si effettua in quattro fasi: la presa ( braccio naturalmente teso entra in acqua con anticipo della mano, che è extraruotata. La mano all'ingresso in acqua si flette sul palmo, le dita sono chiuse); la trazione (la mano affonda in acqua, il braccio dapprima affonda leggermente per poi piegarsi al gomito ed effettuatre il movimento "a punto interrogativo" ); la spinta ( è la naturale prosecuzione della fase di trazione. Il braccio si estende completamente e si avvicina al corpo terminando la sua fase in acqua quando entra in contatto con la coscia ); il recupero ( il braccio è teso, deve passare allineato con la linea delle spalle. l'azione termina con la rotazione della mano verso l'esterno per favorire l'ingresso della mano con il mignolo ).
LA RANA: ciascuna coppia di arti ha due fasi: una utile all'avanzamento e una al recupero.
Il movimento delle braccia si effettua in due fasi: la presa ( le mani tese in avanti, ruotate leggermente verso l'esterno,dalla fase di scivolamento passano in quella di presa affondando nell'acqua ); la trazione ( le braccia spingono in fuori ed in basso allargandosi, le braccia, con i gomiti alti, si flettono. L'azione si prolunga fino all'altezza delle spalle, successivamente i gomiti si adducono al corpo per iniziare la fase di recupero ).
Il movimento delle gambe prevede una azione di preparazione alla spinta con ginocchia e piedi vicini e paralleli portati appena sotto la superficie dell'acqua. I piedi ruotano verso l'esterno, le gambe si estendono dietro fino ad addursi tra di loro.
IL DELFINO: è lo stile più faticoso per la forza e la coordinazione che richiede.
La battuta di gambe: il colpo di gambe avviene simultaneamente. Si parte da una posizione di gambe completamente distese, successivamente si flettono sulle cosce fino a formare un angolo di 90°. Con un'estensione delle gambe sulle cosce, violenta e verso il basso, si genera una spinta del corpo in avanti. I piedi sono estesi e leggermente intraruotati. Si effettuano due colpi di gambe per bracciata.
L'azione delle braccia: le mani, appena entrate in acqua, ruotano verso l'esterno favorendo l'azione di presa dell'acqua, successivamente la spingono verso il basso e fuori, effettuando un movimento a clessidra. La spinta si conclude quando le mani si avvicinano all'addome per poi scivolare di lato alle cosce, iniziando la fase di recupero. Quest'ultima fase vede le braccia spinte fuori dall'acqua e in avanti.
Questa prima lezione non può, a mio parere, concludersi senza aver trattato lo stile più praticato...uno stile più "libero"...da vacanza insomma! Può essere classificato come FANTOZZIANO,o anche, per alcune sue caratteristiche peculiari, del PARASSITA.
Prevede una fase di riscaldamento ( corsa sulla sabbia bollente, saltando da ombrellone ad ombrellone alla ricerca di qualche cm di ombra per attenuare la sensazione di calore ai piedi "innaturalmente" distesi ); una fase di ingresso in acqua ( si corre fin quando la resistenza dell'acqua lo permette, segue una fase di volo in cui il corpo è parallelo alla superficie dell'acqua, l'azione termina quando la pancia entra in contatto, solitamente in maniera brusca, con l'acqua ). Il movimento delle gambe, una volta entrati in acqua è quasi nullo: si tende a rimanere in ammollo ( da qui parassita ), salvo complicazioni dovute a correnti che spostano il corpo. Solitamente si tende a ritornare nel punto in cui ci si trovava, agitando gli arti in modo alternato, sperando di effettuare uno spostamento contrario alle onde.
Con questa prima lezione credo di aver concluso...sempre che qualcuno non suggerisca altri stili di nuoto! Alle prossime lezioni "da spiaggia" e non...

2 commenti:

FB ha detto...

A quando gli sport di montagna?

Az ha detto...

Si può pensare anche a quelli da montagna...ma il mare è il mare!