01 agosto 2008

PILATES

GINNASTICA FUNZIONALE (PILATES)

Il metodo Pilates sviluppa armoniosamente la tonicità e l’elasticità muscolare ristabilendo l’equilibrio posturale ed aumentando forza, equilibrio e flessibilità. La tecnica Pilates propone una ginnastica divertente e di intensità modulabile.
Questo metodo di allenamento è adatto per persone di tutte le età ed in ogni condizione fisica, e rappresenta un eccellente modo di tenersi in forma e di prevenire gli infortuni
Quando e a chi fa bene
- Preparazione alle gare per chi fa sport a livello agonistico - Ginnastica di riabilitazione e di prevenzione per eventuali squilibri muscolari - Ginnastica pre-parto per preparare mente e corpo - Ginnastica post-parto per riacquistare l’elasticità dei tessuti - Per mantenersi in forma in un modo dolce e armonioso.
L’obiettivo del metodo Pilates è quello di rendere le persone consapevoli di se stesse, del proprio corpo e della propria mente per unirli in una singola, dinamica e ben funzionale ENTITA’. In un certo senso questo metodo fonde i migliori aspetti delle discipline fisiche occidentali con quelli delle tecniche spirituali orientali.
La mente di chi esegue gli esercizi di questo metodo è diretta verso il corpo, concentrata su ciò che sta accadendo mentre si compiono i movimenti. Solo così è possibile comprendere con precisione quello che la mente ordina di fare ai muscoli e alle articolazioni e imparare a percepire esattamente come ci si sta muovendo.
Gli esercizi di Pilates non presuppongono una ripetizione fine a se stessa ma, attraverso un percorso logico, conducono la mente a cooperare con il corpo alla ricerca del controllo, della precisione e della fluidità dei movimenti coordinati con la respirazione.
Chi pratica gli esercizi del metodo Pilates non DEVE RIMANERE UNICAMENTE SPETTATORE DI SE STESSO, MA PARTECIPARE IN MANIERA ATTIVA CON IL CORPO E CON LA MENTE A CIO’ CHE COMPIE.
In questo modo potrà essere davvero piacevole scoprire e sperimentare una ginnastica che consente di percepire meglio il corpo, i muscoli e le articolazioni, che regala tono e armonia di movimento E CHE PERMETTE, IN POCHE PAROLE, DI RITROVARE IL BENESSERE.-

30 luglio 2008

la prima volta

La prima volta non si scorda mai....non avevo mai scritto prima su un blog e da quando è iniziato il corso sono migliorato tantissimo. Oltre ad eseguire il lavoro sul doping sto preparando altri lavori sullo sport che vi presentero' a breve....

23 luglio 2008

Cari ragazzi sissini, nonostante i numerosi articoli pubblicati in questi giorni riguardo la non attivazione del decimo ciclo SSIS e forse del secondo anno del ciclo che ci vede direttamente coinvolti, abbiamo portato a termine il progetto "Doping nello sport" del Laboratorio di tecnologia dell'Educazione. Invitiamo tutti a visionare questo progetto per riflettere su come lo Sport non è più semplice divertimento e partecipazione ma...........!!!!!!!
A voi l'ardua risposta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Per consultare questo lavoro andate sul link: http://Giovanni151.spaces.live.com

Com'é bello insegnare !!!!!

Cari colleghi, sicuramente sono il meno esperto tra tutti gli amministratori di questo blog in quanto a nuove tecnologie, anche se ho fatto dei passi da giganti ( sono addirittura riuscito a mettere questo post sul blog!!!) , ma forse ho più esperienza di loro sull' insegnamento perchè sono diversi anni che faccio dei progetti nelle scuole Elementari e quest'anno ho avuto il cu.... cioè la fortuna d'insegnare alle Scuole Medie, e vorrei fare una considerazione ( che ho già fatto sul blog del laboratorio ) sull'insegnamento. A mio modo di vedere l'alunno apprende molto di più quando nota nel suo insegnante la passione, la competenza, la voglia di aggiornare le proprie conoscenze ( nuove tecnologie e non solo ) ....... , l'alunno è il giudice di questo lavoro, da lui non si sfugge! Cari colleghi la" passione" fa la differenza e non dipende dall'età , ma dalle motivazione, dall'amore verso noi stessi, la materia e gli alunni. Io mi ritengo fortunato perchè la scelta di fare la S.S.I.S. è nata perchè mi piace insegnare e spero di poter trasmettere questa passione al più presto possibile.....!
Ciao ragazzi... finalmente abbiamo terminato il progetto sull'alimentazione al quale tanto abbiamo lavorato... invitiamo i docenti Scienze Motorie e non a dargli un'occhiata, per i primi potrebbe essere motivo di spunto per un'eventuale lezione, per i secondi (ingegneri, fisici, chimici, matematici ecc..) potrebbe essere la semplice conoscenza di alcune regole e comportamenti generali per MANTENERE OD OTTENERE un buono stato di salute, loro che passano tanto tempo seduti a fare calcoli avranno il cervello molto più allenato del nostro ( forse) ma ricordate una condizione eccellente a livello mentale deriva da un altrettanto ottima condizione fisica... Appunto MENS SANA IN CORPORE SANO!!! Sicuri della vostra IRONIA vi invitiamo tutti a consultare il link: http://vale81rio.spaces.live.com/

18 luglio 2008

To be or not to be...


Oggi ho appreso troppe notizie in troppo poco tempo per riuscire a metabolizzarle facilmente.
Una di queste in particolare, dopo aver sentito e letto le ultime news da quel di Campobasso, mi ha fatto riflettere un bel po'...Facendo un confronto costruttivo tra me ed un mio collega di lavoro, mi è stato detto che in più io mi "sentivo" insegnante.
Così dopo tutte le polemiche sul blog del Prof., leggendo i nostri dubbi, i nostri attacchi, le nostre insicurezze ho pensato di invitarvi a leggere quanto ho trovato su Wikipedia:
"Ci sono molti modi di essere docente, dipende dalla propria capacità di comunicare, dalla formazione ideologica, dalla scelta del metodo di insegnamento. Quando si decide "come" insegnare, bisognerebbe tenere conto delle conoscenze di base degli studenti, delle strutture didattiche, dei risultati che si desiderano raggiungere.
Non si "decide" un metodo aprioristico di insegnamento, ma si sperimenta come "far passare" nozioni a ragazzi che, di solito, non ne vogliono sapere.
Un buon approccio è quello affettivo: se l'allievo "si fida" dell'insegnante, cioè lo stima come un adulto di riferimento, passano sia il discorso educativo che l'apprendimento.
Oggi, infatti, sono cadute molte categorie, certezze, figure modello, e il ragazzo cerca a scuola quello che, spesso, non trova né in famiglia né nel gruppo dei pari: rispetto per la sua persona, possibilità di esprimersi, ascolto attento e non distruttivo.
Trova, insomma, quelle quattro regole, chiare e condivise, che gli permettono di sapere se quello che sta facendo è BENE o MALE".
Stiamo studiando per diventare UFFICIALMENTE insegnanti, ma quanti di noi si "sentono" già UFFICIOSAMENTE tali?
Vogliamo realmente insegnare o cerchiamo il PORTO SICURO per avere uno stipendio fisso e in regola?
...e soprattutto, se noi per primi siamo INSICURI di quel che stiamo facendo con che coraggio pretendiamo di insegnare ( utilizzando nuove tecnologie o meno ) a dei ragazzi?

14 luglio 2008

SPORT DA SPIAGGIA: LEZIONE N°1.


Finalmente l'estate!
Per essere precisi, considerando che questo post viene pubblicato in un blog didattico, l'estate, a seconda dell'anno, inizia il 20 o 21 giugno (solstizio d'estate).
La mia esclamazione è dettata dal fatto che, finiti gli esami (mi spiace per chi ancora non li avesse conclusi), dopo mesi e mesi passati in aule troppo fredde o troppo calde, FINALMENTE ho rivisto il mare. E si sà, per la maggior parte di noi, la parola mare è sinonimo di estate!
Così mi sono chiesta: come insegnare qualcosa a dei cervelli ormai stanchi di nozioni da banco? Semplice! Si insegna qualcosa di attinente al periodo dell'anno in cui ci troviamo! Fortunatamente il lavoro è semplificato dal fatto che il tema principale di questo blog è lo sport...e in vacanza si pratica!
Sport estivo per eccellenza è il nuoto: si pratica in qualsiasi località di villeggiatura (mare, lago, fiumi o piscine). Il nuoto consente a chi lo pratica di sostenersi e spostarsi nell'acqua o sopra la sua superficie usando le braccia e le gambe. Il nuoto comprende numerose specialità:
- lo stile crawl o stile libero;
- il dorso;
- la rana;
- il delfino.
LO STILE LIBERO: La testa è parzialmente immersa in acqua; la battuta di gambe è morbida, con movimenti che partono dall'anca e si trasmettono al ginocchio ed alla caviglia; la bracciata è ampia, il movimento deve "prendere l'acqua con la mano, farla passare sotto la pancia e spingerla forte verso i piedi".
IL DORSO: è lo stile più semplice da imparare, per l'evidente facilità di nuotare con il viso fuori dall'acqua, il che rende la respirazione più facile e naturale. Richiede, per la sua esecuzione corretta, buone capacità articolari (in particolare l'articolazione scapolo-omerale). Il corpo, le gambe e i piedi devono essere distesi, con il capo poggiato in acqua e le orecchie immerse completamente.
Il movimento degli arti inferiori è alternato, le gambe si flettono e si estendono con movimento che parte dall'anca. Il piede è sempre in massima estenzione e il ginocchio non deve mai fuoriuscire dall'acqua.
La bracciata si effettua in quattro fasi: la presa ( braccio naturalmente teso entra in acqua con anticipo della mano, che è extraruotata. La mano all'ingresso in acqua si flette sul palmo, le dita sono chiuse); la trazione (la mano affonda in acqua, il braccio dapprima affonda leggermente per poi piegarsi al gomito ed effettuatre il movimento "a punto interrogativo" ); la spinta ( è la naturale prosecuzione della fase di trazione. Il braccio si estende completamente e si avvicina al corpo terminando la sua fase in acqua quando entra in contatto con la coscia ); il recupero ( il braccio è teso, deve passare allineato con la linea delle spalle. l'azione termina con la rotazione della mano verso l'esterno per favorire l'ingresso della mano con il mignolo ).
LA RANA: ciascuna coppia di arti ha due fasi: una utile all'avanzamento e una al recupero.
Il movimento delle braccia si effettua in due fasi: la presa ( le mani tese in avanti, ruotate leggermente verso l'esterno,dalla fase di scivolamento passano in quella di presa affondando nell'acqua ); la trazione ( le braccia spingono in fuori ed in basso allargandosi, le braccia, con i gomiti alti, si flettono. L'azione si prolunga fino all'altezza delle spalle, successivamente i gomiti si adducono al corpo per iniziare la fase di recupero ).
Il movimento delle gambe prevede una azione di preparazione alla spinta con ginocchia e piedi vicini e paralleli portati appena sotto la superficie dell'acqua. I piedi ruotano verso l'esterno, le gambe si estendono dietro fino ad addursi tra di loro.
IL DELFINO: è lo stile più faticoso per la forza e la coordinazione che richiede.
La battuta di gambe: il colpo di gambe avviene simultaneamente. Si parte da una posizione di gambe completamente distese, successivamente si flettono sulle cosce fino a formare un angolo di 90°. Con un'estensione delle gambe sulle cosce, violenta e verso il basso, si genera una spinta del corpo in avanti. I piedi sono estesi e leggermente intraruotati. Si effettuano due colpi di gambe per bracciata.
L'azione delle braccia: le mani, appena entrate in acqua, ruotano verso l'esterno favorendo l'azione di presa dell'acqua, successivamente la spingono verso il basso e fuori, effettuando un movimento a clessidra. La spinta si conclude quando le mani si avvicinano all'addome per poi scivolare di lato alle cosce, iniziando la fase di recupero. Quest'ultima fase vede le braccia spinte fuori dall'acqua e in avanti.
Questa prima lezione non può, a mio parere, concludersi senza aver trattato lo stile più praticato...uno stile più "libero"...da vacanza insomma! Può essere classificato come FANTOZZIANO,o anche, per alcune sue caratteristiche peculiari, del PARASSITA.
Prevede una fase di riscaldamento ( corsa sulla sabbia bollente, saltando da ombrellone ad ombrellone alla ricerca di qualche cm di ombra per attenuare la sensazione di calore ai piedi "innaturalmente" distesi ); una fase di ingresso in acqua ( si corre fin quando la resistenza dell'acqua lo permette, segue una fase di volo in cui il corpo è parallelo alla superficie dell'acqua, l'azione termina quando la pancia entra in contatto, solitamente in maniera brusca, con l'acqua ). Il movimento delle gambe, una volta entrati in acqua è quasi nullo: si tende a rimanere in ammollo ( da qui parassita ), salvo complicazioni dovute a correnti che spostano il corpo. Solitamente si tende a ritornare nel punto in cui ci si trovava, agitando gli arti in modo alternato, sperando di effettuare uno spostamento contrario alle onde.
Con questa prima lezione credo di aver concluso...sempre che qualcuno non suggerisca altri stili di nuoto! Alle prossime lezioni "da spiaggia" e non...