02 luglio 2008

Salve a tutti... il caldo è tanto e ci fa boccheggiare, siamo ormai allo stremo e vogliamo andare a tutti i costi in vacanza. Ma essere titolari di un blog significa soprattutto dare materiale, consigli, confrontare opinioni, e a tal proposito consigliamo ai colleghi di scienze motorie due siti, ricchi di informazioni sullo sport, l'alimentazione e il fitness in genere...
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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Abbiamo trovato interessante il vostro spirito di gruppo tipico della vostra classe di concorso.La nostra curiosità è capire di ognuno di voi la resistenza fisica e mentale in quanto in un corpo sano vi è una mente sana, forse.... Ciao e buon lavoro

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Fisiologia e patologia
Uno sguardo all'interno dei muscoli

La tecnica di microendoscopia ha notevoli vantaggi rispetto ad altre metodologie come la biopsia muscolare, in cui una porzione del muscolo viene rimossa PAROLE CHIAVEMuscolo

sarcomero
Utilizzando un innovativo microscopio delle dimensioni di un ago, un gruppo di ricercatori della Stanford University è riuscito a osservare sottili fibre di muscoli al lavoro in esseri umani viventi, con una procedura solo minimamente invasiva per i soggetti.
Tale tecnica di microendoscopia ha permesso di studiare i sarcomeri ­– tratti di fibra muscolare lunghi circa 3 micron – e offre notevoli vantaggi rispetto ad altre metodologie come la biopsia muscolare, in cui una porzione del muscolo viene rimossa per essere analizzata.

I sarcomeri sono l’unità contrattile di base dei muscoli, che generalmente agiscono in modo sincrono, permettendo i movimenti coordinati degli arti e del corpo. In patologie in cui si perde il controllo muscolare, come nel caso della distrofia, a livello microscopico si osserva una perdita di sincronia nell’azione dei sarcomeri, che cambiano nella loro lunghezza.

Per poter osservare i sarcomeri in azione, i ricercatori del programma Bio-X della Stanford University hanno predisposto una sonda delle dimensioni di un ago che viene inserita nei muscoli attraverso la pelle. Attraverso l’ago viene poi fatto passare un fascio laser attentamente calibrato che permette di ottenere “istantanee” dei muscoli in azione: i ricercatori possono osservare infatti le immagini catturate in tempo reale su uno schermo. Oltre a ciò, una variazione nel punto di fuoco del dispositivo permette di ottenere scansioni di tipo tridimensionale.

Secondo quanto riferito dagli autori dello studio, pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Nature”, “il metodo potrebbe rivelarsi utile in molte situazioni in cui i muscoli appaiono alterati da traumi del midollo spinale o nei caso di ictus o ancora nel caso di altre patologie proprie del tessuto muscolare.

Altre aree mediche che potrebbero essere interessate da questa innovazione sono la biomeccanica, la ricostruzione ortopedica e il trasferimento di tendini.

Az ha detto...

Ringrazio ANONIMO per il suo commento...
che ne diresti però la prossima volta di IDENTIFICARTI?
Mi piacerebbe dare un nome a chi ci aiuta a fornire delle informazioni utili!